UCFI AL GIUBILEO DEGLI AMMALATI E DEGLI OPERATORI SANITARI

L’Unione Cattolica Farmacisti Italiani ha partecipato a Roma il 5 aprile scorso all’incontro della FIPC (Federazione Internazionale dei Farmacisti Cattolici) , guidato dall’Assistente Spirituale FIPC Pierre Welsch, sacerdote belga.
Ai colleghi portavoce dei diversi Paesi, ciascuno caratterizzato da una formazione e da una sensibilità peculiari, è stato chiesto di rispondere all’appello del Giubileo della Speranza, esprimendo un proprio motivo di speranza, già realizzata o da realizzarsi nel futuro.
La riunione si è conclusa con una prestigiosa cena nella splendida cornice dell’antico palazzo Domus Internationalis “Paulus VI”.
Il 5 aprile scorso l’Unione Cattolica Farmacisti Italiani ha partecipato a Roma, con una rappresentanza di 7 colleghi ( tra cui il Presidente Nazionale, la Segretaria e due Consiglieri), all’incontro della FIPC ( Federazione Internazionale dei Farmacisti Cattolici), guidato dall’Assistente Spirituale FIPC Pierre Welsch, sacerdote belga. Erano presenti colleghi di Malesia, Portogallo, Belgio, Germania, Polonia, Camerun. Il Presidente dell’UCFI Dr. Giuseppe Fattori, nel Giubileo della Speranza, ha ricordato che il Farmacista coltiva la speranza di risolvere i problemi a volte molto complessi di persone che sono povere e prive di medicinali.
Domenica 6 aprile in Piazza San Pietro abbiamo partecipato, insieme ad altri operatori sanitari, alla Santa Messa per il Giubileo degli Ammalati e del Mondo della Sanità, alcuni di noi nel settore dei posti riservati di fianco all’altare. Eravamo felici di essere presenti all’evento così importante, pur con il rammarico della mancanza del Santo Padre alla celebrazione e nella preoccupazione della Sua salute.
Verso il termine della funzione, però, è partito un applauso scrosciante, che ci segnalava che era in qualche modo tra noi Chi solo poteva essere il destinatario di un entusiasmo così caloroso: il Papa. Spinto tra due ali di fedeli pieni di gioia avanzava sulla carrozzina sotto il sole che a quell’ora era ormai scottante e successivamente veniva sollevato sulle rampe inclinate per raggiungere il celebrante, sostando anche per un saluto collettivo a noi commossi e festanti. Ha colpito profondamente il coraggio e la generosità che ha avuto nello scegliere di arrivare per la benedizione finale in un orario caldo attraverso un percorso reso stretto dalle persone che si accalcavano per salutarlo, quando, essendo ancora ossigenato tramite bombola e cannule nasali, avrebbe potuto preferire altra forma di presenza più a distanza o almeno un percorso non così affollato e quasi
soffocante. Un segno eloquente e grandioso per il Giubileo del Malato, al di là di ogni parola pronunciata!

Cristiana Bodria
Consigliere Nazionale UCFI

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