Quest’anno, da settembre fino a maggio, abbiamo scelto di riflettere su una domanda di fondo: dove si vive la bioetica, fuori dalle aule accademiche?
Un passaggio della Caritas in Veritate di Papa Benedetto XVI ci aiuta a comprenderne il valore anche nella testimonianza cristiana:
“Campo primario e cruciale della lotta culturale tra l’assolutismo della tecnicità e la responsabilità morale dell’uomo è oggi quello della bioetica, in cui si gioca radicalmente la possibilità stessa di uno sviluppo umano integrale. […] Ragione e fede si aiutano a vicenda. Solo assieme salveranno l’uomo.”
(Caritas in Veritate, 74)
Come farmacisti, e prima ancora come cristiani che svolgono la professione farmaceutica, crediamo che proprio nel rapporto con le persone si giochi una parte importante della testimonianza cristiana: nell’ascolto, nelle domande sul senso di ciò che viene richiesto e nella responsabilità delle scelte.
Un farmaco non è un prodotto qualunque. Dietro anche al gesto apparentemente più semplice ci sono una visione dell’uomo, del mondo e del rapporto tra cura, salute e dignità della persona. Possiamo limitarci a vendere senza chiederci chi abbiamo davanti?
Da qui nasce la questione bioetica. I suoi tre principi cardine — autonomia, beneficenza e socialità — interrogano il farmacista cattolico nel rapporto con il paziente o cliente, con il prodotto e con la sua destinazione.
Durante l’anno abbiamo riflettuto su diversi aspetti: la questione del senso, il ritmo accelerato con cui scienza e tecnologia producono nuove molecole e le conseguenze che tutto questo porta nella vita delle persone.
Ci siamo soffermati sui nodi classici della bioetica laica e cristiana, cercando termini e strumenti capaci di aiutarci a formulare un giudizio lucido. Abbiamo affrontato temi legati alla procreazione, alle manipolazioni genetiche, ai trapianti, all’eutanasia e all’accanimento terapeutico, alle cure palliative — anche attraverso la partecipazione a un convegno a Vimercate — fino alla grande questione giuridica dell’obiezione di coscienza.
Come testo guida abbiamo utilizzato Bioetica. Tra scienza e morale di G. Piana, un volume agile pensato per le scuole superiori che ci ha aiutato a entrare nel tema, a confrontarci e a pregare insieme.
Per il prossimo anno affronteremo il tema del vivere, con uno sguardo capace di superare le sirene eutanasiche, attraverso la riflessione proposta da Mauro Lepori in Si vive solo per morire?, edito da Cantagalli.
A tutti, l’augurio di una buona estate di ri-Creazione.
Don Roberto dr. Valeri