Nel segno della Pentecoste, l’UCFI rinnova i propri vertici

Una missione tra competenza professionale, fede e vicinanza alla persona

Si è svolta a Roma, presso la Domus Romana Sacerdotalis, l’Assemblea elettiva dell’UCFI – Unione Cattolica Farmacisti Italiani – coincisa quest’anno con la solennità della Pentecoste, in un clima particolarmente intenso di partecipazione, spiritualità e condivisione.

Per due giornate si sono ritrovati insieme i presidenti delle sottosezioni e i rappresentanti provenienti da diverse realtà territoriali italiane, con l’obiettivo di confrontarsi sul cammino compiuto dall’associazione e delineare le prospettive future dell’UCFI e della professione farmaceutica.

I lavori si sono aperti con un momento di preghiera guidato dall’assistente spirituale nazionale, don Marco Belladelli, che ha richiamato l’attenzione dei presenti sul ruolo dello Spirito Santo nella vita del credente e nella vocazione professionale. Un invito a riconoscere come la chiamata del Signore richieda una risposta concreta fatta di fiducia, disponibilità e amore.

A seguire, il presidente uscente, il dott. Giuseppe Fattori di Roma, ha introdotto il momento assembleare attraverso riflessioni, testimonianze e considerazioni sul percorso svolto negli anni, aprendo il dialogo sui nuovi obiettivi dell’associazione.

Il farmacista tra competenza scientifica e prossimità umana

Particolarmente apprezzata è stata la relazione del dott. Fausto Bartolini, Responsabile del Servizio Farmaceutico della Regione Umbria, che ha offerto una lettura attuale del ruolo della farmacia e delle prospettive future della professione.

Nel suo intervento, il dott. Bartolini ha sottolineato l’importanza del farmacista quale primo presidio socio-sanitario vicino al cittadino, evidenziando come la professione richieda non soltanto preparazione tecnica e competenza amministrativa, ma anche capacità relazionale, ascolto e vicinanza umana.

Il farmacista, infatti, rappresenta spesso il primo interlocutore del paziente e può contribuire in modo decisivo a costruire relazioni di fiducia, facilitare l’accesso alle cure e accompagnare la persona lungo il percorso terapeutico.

Accanto alla tutela della salute fisica, è emersa anche la dimensione più profondamente umana e spirituale dell’accoglienza: il paziente deve poter trovare nella farmacia un luogo in cui sentirsi ascoltato, accompagnato e mai lasciato solo. Una visione che interpreta pienamente il significato del farmacista cattolico, chiamato a vivere il proprio lavoro come servizio alla persona e testimonianza concreta di solidarietà cristiana.

Una storia costruita su preghiera, azione e sacrificio

La coincidenza dell’Assemblea con la Pentecoste è stata percepita da molti partecipanti come un segno particolarmente significativo.

Nel corso dell’incontro, il presidente emerito Giuseppe Fattori ha condiviso una profonda relazione morale ripercorrendo il proprio lungo cammino all’interno dell’UCFI, iniziato nel 1964. Tre le parole chiave indicate come fondamento della sua esperienza associativa: preghiera, azione e sacrificio.

Una testimonianza intensa e partecipata che ha suscitato grande attenzione e commozione tra i presenti.

Successivamente si sono svolte le votazioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale, che guiderà l’associazione nel prossimo mandato.

Nuova Presidenza UCFI

  • Presidente: dott.ssa Silvia Izzo (Roma)
  • Vicepresidenti: dott.ssa Bianca Iengo (Napoli) e dott. Fausto Roncaglia (Parma)
  • Tesoriere: dott. Francesco Scarpino (Roma)
  • Segretaria: dott.ssa Carmen Mosca (Roma)

Consiglieri

Aliperti Paola, Bodria Cristiana, Bonfanti Giuliana, Dalben Sergio, Falcon Giorgio, Fogliani Giancarlo, Giordanelli Anna Patrizia, Riccaboni Maria Teresa.

“Pace a voi”: il mandato per il futuro

L’Assemblea si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa presieduta da don Marco Belladelli.

Nell’omelia, l’assistente spirituale si è soffermato sul saluto del Cristo Risorto: “Pace a voi”. Una pace autentica e profonda, che nasce dalle ferite gloriose di Cristo e che invita il cristiano a non rispondere al male con il male, ma con la forza della misericordia, del perdono e della speranza.

Richiamando il significato della Pentecoste, don Belladelli ha ricordato come la fede non possa essere vissuta “a porte chiuse”, ma debba tradursi in apertura, testimonianza e annuncio anche nella quotidianità professionale.

Per i farmacisti cattolici questo significa vivere la propria presenza accanto alle persone con mitezza, responsabilità e spirito di servizio, partecipando concretamente alla missione di prossimità e cura verso il prossimo.

Le giornate romane si sono concluse in un clima di gratitudine e rinnovato entusiasmo, arricchito anche dalla presenza di giovani farmacisti e simpatizzanti UCFI, desiderosi di condividere esperienze, idee e prospettive future.

Con il rinnovo degli organi associativi si apre ora un nuovo mandato, che tutti i membri del Consiglio Nazionale hanno accolto con spirito di collaborazione, responsabilità e unità, nel comune desiderio di operare per il bene della persona e la tutela della salute.

Un segno di speranza da Cosmofarma 2026

La partecipazione dell’UCFI a Cosmofarma 2026 ha lasciato nel cuore di molti soci e volontari un’impressione particolarmente positiva e incoraggiante.

Tra le testimonianze ricevute, condividiamo con piacere la riflessione di Cristiana Bodria, che ha vissuto in prima persona le giornate presso lo stand dell’associazione.

Durante la manifestazione, moltissimi colleghi farmacisti si sono fermati allo stand UCFI con interesse, cordialità e partecipazione. Sono stati distribuiti numerosi materiali spirituali e informativi: Vangeli tascabili, rosari, libretti dedicati a San Giovanni Leonardi, preghiere del farmacista, piccoli scritti di Papa Leone e materiali informativi dell’associazione.

Ma ciò che ha colpito maggiormente non è stato soltanto il numero delle persone incontrate, quanto il modo con cui si sono avvicinate.

Negli anni passati, racconta Cristiana, si fermavano soprattutto coloro che desideravano conoscere meglio l’associazione, chiedendo informazioni sulla sua organizzazione e sulle attività svolte. Quest’anno, invece, molti si sono avvicinati semplicemente perché credenti, quasi con il desiderio di ritrovare, anche solo per un momento, un luogo familiare, un punto di riferimento, un senso di appartenenza condivisa.

Non necessariamente interessati subito all’associazione in sé, ma desiderosi di riconoscersi come farmacisti cattolici.

È una sfumatura importante, che racconta qualcosa del tempo che stiamo vivendo. Se da una parte l’associazionismo, in molti ambiti, appare oggi più fragile rispetto al passato, dall’altra emerge ancora forte il bisogno di fede, di testimonianza e di presenza cristiana anche nel mondo professionale.

Ed è forse proprio da qui che può nascere un nuovo cammino.

Come conclude Cristiana nella sua riflessione, “un segno di speranza” è stato comunque portato a casa. Ed è un segno prezioso, da custodire con gratitudine.

UCFI presente a Cosmofarma 2026

Anche quest’anno l’UCFI sarà presente a Cosmofarma Exhibition 2026, il principale appuntamento italiano dedicato al mondo della farmacia, della salute e dei servizi al cittadino.

L’evento si svolgerà presso la Fiera di Bologna nelle giornate di:

  • venerdì 8 maggio 2026
  • sabato 9 maggio 2026
  • domenica 10 maggio 2026

Sarà possibile incontrare l’UCFI presso il:

Padiglione 30 – Stand F25

La partecipazione a Cosmofarma rappresenta un’importante occasione di incontro, dialogo e confronto tra farmacisti, professionisti del settore e realtà associative impegnate nella promozione del ruolo umano, etico e professionale della farmacia.

Invitiamo soci, amici e simpatizzanti a passare allo stand per un momento di condivisione e conoscenza delle attività dell’associazione.

Informazioni per l’ingresso

Per accedere alla manifestazione è necessario ottenere il biglietto di ingresso online direttamente attraverso il sito ufficiale di Cosmofarma Exhibition.

Collaborazione allo stand

Chi desiderasse rendersi disponibile per dare una mano allo stand UCFI, anche solo per alcune ore — in particolare nella giornata di sabato 9 maggio — può comunicarlo al:

Dr. Stefano Cevolani

tramite la chat associativa.

Ogni contributo sarà prezioso per sostenere la presenza dell’UCFI durante la manifestazione.

Vi aspettiamo a Bologna!

Assemblea elettiva

Nei giorni di Sabato 23 e Domenica 24 Maggio prossimi si svolgerà a Roma, presso la Domus Romana Sacerdotalis (DRS) in via Traspontina 18, l’Assemblea Nazionale dell’UCFI per il rinnovo delle cariche sociali.


PROGRAMMA:

SABATO 23 MAGGIO:

Ore 15
Accoglienza in via Traspontina 18.

Ore 15,30
Preghiera e breve riflessione dell’Assistente nazionale

Ore 16,00
Relazione del dr. FAUSTO BARTOLINI, Responsabile Servizio Farmaceutico Regione Umbria.
“La farmacia oggi, prospettive e sviluppo”

Ore 17,00
breve pausa – coffee break

Ore 17,30
Comunicazioni dalle sezioni UCFI e dall’assemblea.

Ore 19,00
Preghiera del Vespro

Ore 20,00
Cena sociale offerta dall’UCFI Nazionale, presso la DRS.


DOMENICA 24 MAGGIO

Ore 9,30
Accoglienza

Ore 9,45
Preghiera del mattino

Ore 10,00
ASSEMBLEA ELETTIVA

  • Relazione morale del Presidente, dr. Giuseppe Fattori;
  • Relazione economica del Tesoriere nazionale, dr. Francesco Scarpino
  • Confronto in assemblea con presentazione di eventuali candidature
  • Elezione del Consiglio Nazionale e dell’assetto di Presidenza

Ore 12,00
S. Messa

Ore 13,00
Pranzo presso la DRS (libero).


➤ Per il pernottamento ciascuno dovrà provvedere personalmente.
Nella libertà dei figli di Dio, si consiglia:

  1. DOMUS ROMANA SACERDOTALIS, via Traspontina 18, tel. 06 698941
    (disponibili solo 4 singole e 1 doppia).
  2. CASA SANTO SPIRITO, Borgo Santo Spirito 41, tel. 066861076 (a sx del colonnato di S. Pietro).
  3. ISTITUTO MARIA SS. BAMBINA, via Paolo VI 21, tel. 0669893511.

È bene dare conferma della propria partecipazione all’email:
ucfi.ucfi@libero.it

I Responsabili dei gruppi sono pregati di regolarizzare le iscrizioni 2026 entro sabato 23/05, facendo riferimento alla segreteria nazionale, dr.ssa Carmen Mosca.


Il Presidente Nazionale
Dr. Giuseppe Fattori

AUGURI DI BUONA PASQUA

Auguri di Buona Pasqua di Risurrezione
dalla Presidenza della Unione Cattolica Farmacisti Italiani

Precetto Pasquale UCFI – Celebrazione al Battistero di San Giovanni in Laterano

La comunità UCFI è invitata a partecipare a un importante momento di incontro e condivisione spirituale in preparazione alla Pasqua.

Mercoledì 18 marzo 2026, alle ore 20:30, si terrà la celebrazione della Santa Messa del Precetto Pasquale presso il Battistero di San Giovanni in Laterano, a Roma. La celebrazione sarà presieduta da Don Marco.

Questo appuntamento rappresenta un’occasione preziosa per ritrovarsi insieme, vivere un momento di preghiera comunitaria e prepararsi spiritualmente alla Pasqua, rafforzando il senso di appartenenza e comunione che caratterizza la nostra associazione.

Per agevolare la partecipazione dei presenti, è disponibile parcheggio interno gratuito.

Tutti i colleghi e le colleghe sono cordialmente invitati a prendere parte a questo momento di fede e condivisione.

Un sentito ringraziamento a Francesco Scarpino per la comunicazione e per l’invito rivolto a tutta la comunità.

Vi aspettiamo numerosi.

Assemblea Nazionale Elettiva UCFI 2026

Appuntamento a Roma il 23 e 24 maggio

È stato confermato il prossimo appuntamento con l’Assemblea Nazionale Elettiva, che si terrà venerdì 23 e sabato 24 maggio 2026 a Roma.

I lavori dell’assemblea si svolgeranno presso la Domus Romana Sacerdotalis, situata in via Traspontina 18, a pochi passi dalla Basilica di San Pietro. La struttura ospiterà gli incontri e i momenti di confronto previsti durante le due giornate.

Data la limitata disponibilità di camere presso la Domus Romana Sacerdotalis, i partecipanti sono invitati a provvedere autonomamente alla prenotazione del proprio pernottamento.

Il programma dettagliato dei lavori sarà pubblicato dopo le festività pasquali, così da consentire a tutti di organizzare al meglio la partecipazione.

L’assemblea rappresenta come sempre un momento importante di incontro, dialogo e condivisione, vissuto nello spirito di comunione che caratterizza l’associazione.

Un’occasione per ritrovarsi insieme, rinnovando l’impegno comune e continuando a camminare uniti nell’invocare il dono della pace per il mondo intero.

Un caro saluto a tutti.

Don Marco Belladelli

Corso di Formazione per Operatore dei Metodi Naturali

Metodo Sintotermico Camen – Edizione 2026

 

Diventare operatore dei Metodi Naturali per la regolazione della fertilità significa acquisire competenze scientifiche, pedagogiche e relazionali per accompagnare le coppie in un percorso consapevole, umano e rispettoso della fisiologia.

Il Corso di Formazione per Operatore dei Metodi Naturali – Metodo Sintotermico Camen è un percorso strutturato e completo, pensato per formare professionisti capaci di insegnare e applicare i metodi naturali in modo competente e aggiornato.


A chi è rivolto

La partecipazione è aperta a tutti:

non è richiesta alcuna professionalità specifica.

È previsto un colloquio di ammissione con un Tutor del Corso e la compilazione del modulo di iscrizione.

Sono ammessi anche uditori, che possono seguire le lezioni senza sostenere esami.


Struttura del percorso formativo

Il corso prevede:

  • 90 ore di lezioni frontali

  • 50 ore di studio e analisi individuale

  • Esame teorico

  • Tirocinio pratico di 100 ore

  • Stesura e presentazione di una Tesi

  • Esame finale

L’esame conclusivo valuta:

  • il tirocinio (con giudizio del tutor)

  • un elaborato scritto concordato con il direttore del corso

Al termine, viene rilasciato l’Attestato di Insegnante di Metodi Naturali.


Cosa abilita l’attestato

L’attestato permette di:

  • Insegnare il Metodo Sintotermico Camen

  • Insegnare il Metodo LAM

  • Richiedere l’iscrizione al Registro Regionale della Regione Lombardia – Discipline Bio Naturali (DBN), sezione Biofertilità

  • Richiedere l’iscrizione all’elenco nazionale degli insegnanti RNF tenuto dalla CIC RNF

Sono previsti 50 crediti ECM per le figure sanitarie.


Programma didattico

Il percorso affronta in modo approfondito:

Area scientifica e clinica

  • Anatomia e fisiologia femminile e maschile

  • Procreazione umana dal concepimento alla nascita

  • Segni e sintomi della fertilità (muco cervicale, cervice uterina, temperatura basale)

  • I Metodi Naturali: Billings, Creighton Model, Metodi Sintotermici

  • Efficacia statistica dei metodi naturali

  • Metodo Sintotermico Camen e scheda di raccolta dati del ciclo

  • Allattamento e Metodo LAM

  • Applicazione del metodo in allattamento

  • Cicli irregolari e premenopausa

  • Ricerca di gravidanza e infertilità di coppia

  • NAPRO Tecnologie e ST Camen

  • Uso diagnostico dei Metodi Naturali

  • Supporto alla terapia

  • Contraccezione, diagnosi prenatale, FIVET

  • Malattie sessualmente trasmesse

Area antropologica e teologica

  • Amore coniugale e maternità/paternità responsabile

  • Significato umano della corporeità e della sessualità

  • Sessualità, matrimonio e accoglienza alla vita

  • Analisi dei testi del Magistero: dal Vaticano II a Papa Francesco

Area psicologica

  • Sviluppo dell’affettività

  • Sessualità nella coppia

  • Relazione uomo-donna

  • Innamoramento, amore maturo e vita familiare

Area pedagogica

  • Educazione sessuale: metodi e contenuti

  • Metodologia di insegnamento alle coppie

  • Esperienze pratiche di insegnamento

Area sociologica e tecnologica

  • Evoluzione della visione della sessualità dal ’68 ad oggi

  • Rete nazionale e internazionale dei soggetti che operano nei Metodi Naturali

  • Nuove tecnologie per i metodi naturali: biofertilità, app, consulenze online, strumenti digitali

Sono previsti anche laboratori didattici pratici su:

  • Sintomi della fertilità

  • Metodo Sintotermico Camen

  • Metodologia di insegnamento


Calendario 2026

Il corso si svolge principalmente online nei seguenti weekend:

  • 6/7 giugno

  • 27/28 giugno

  • 5/6 settembre

  • 19/20 settembre

  • 10/11 ottobre

Conclusione in presenza

23–24–25 ottobre 2026

Il luogo e i costi del weekend in presenza saranno comunicati successivamente.


Quote di partecipazione

  • Medici e specialisti: € 850,00

  • Altri partecipanti: € 750,00

  • Uditori: € 350,00

 

La quota comprende:

  • Partecipazione a tutte le lezioni

  • Materiale didattico

  • Laboratori

  • Esame teorico

  • Tirocinio pratico

  • Esame finale

    (Gli uditori non sono tenuti a sostenere esami)

 

Prenotazione e pagamenti verranno effettuati a inizio corso.


Informazioni e iscrizioni

 

Per iscriversi è necessario compilare il modulo di iscrizione e sostenere il colloquio di ammissione.

La segreteria è disponibile il mercoledì e il giovedì dalle 14:30 alle 18:00.

📧 corsi.insegnanti@stcamen.it

🌐 www.camen.org

Assemblea Nazionale UCFI 2026: un nuovo appuntamento di incontro e confronto 17 / 18 gennaio 2026

Sabato pomeriggio, 17 gennaio 2026, abbiamo vissuto un’esperienza straordinaria insieme a mons. Tiziano Ghirelli: un percorso tra storia, fede e arte, da lui stesso definito una visita “sartoriale”, costruita sul momento in base al gruppo dei partecipanti.

L’Associazione Nazionale UCFI, con farmacisti provenienti da tutta Italia — riuniti a Roma per l’Assemblea Nazionale — ha avuto il privilegio di partecipare a questa visita guidata alle Tombe Vaticane. Con noi erano presenti familiari, amici, esponenti del Consiglio dell’Ordine dei Farmacisti di Roma e rappresentanti delle associazioni Futurfarma e Mondo Farmacia. Un appuntamento molto atteso e sentito da tutti i soci.

Mons. Ghirelli ha introdotto il percorso ripercorrendo le origini della Basilica di San Pietro e la storia degli scavi che portarono al ritrovamento dei resti attribuiti all’Apostolo Pietro. Dopo il raduno dei partecipanti nell’atrio antistante la Basilica, siamo scesi nei sotterranei, cuore della memoria cristiana, dove si trovano le tombe di diversi Pontefici e i resti dell’antica basilica costantiniana.

Particolarmente affascinante è stato il racconto delle scoperte archeologiche compiute tra il 1939 e il 1950, quando — su autorizzazione di Papa Pio XII — vennero alla luce le ossa ritenute appartenere a San Pietro, martirizzato nel Circo di Nerone e sepolto nelle vicinanze. Mons. Ghirelli ha illustrato anche le discussioni sorte nel mondo accademico riguardo all’autenticità dei resti: divergenze tra gli archeologi, tra cui Margherita Guarducci, che identificò le ossa grazie al graffito Petros Eni (“Pietro è qui”), e la prudenza della Corte Vaticana, che, pur riconoscendone il valore archeologico, mantenne un margine di incertezza. Non a caso, sul reliquiario compare la dicitura Ex ossibus quae… esse putantur (“si ritiene che siano”), a ricordare che, pur senza una certezza scientifica assoluta, la Chiesa riconosce quei resti come appartenenti all’Apostolo.

Mons. Ghirelli ha poi approfondito il tema del martirio di San Pietro e il motivo per cui avvenne proprio nell’area dove oggi sorge la Basilica, distinguendolo da quello di San Paolo che — essendo cittadino romano — subì la decapitazione. Un momento particolarmente toccante è stata la riflessione sulla “coda di paglia”, immagine evocata per descrivere il tradimento dei cristiani che consegnarono Pietro e Paolo ai Romani, pentendosene poi amaramente, come Giuda, temendo che il loro errore venisse scoperto e usato contro di loro.

La visita si è conclusa con un’intensa meditazione artistico-spirituale davanti alla Pietà di Michelangelo. Mons. Ghirelli ha sottolineato la giovinezza del volto di Maria, richiamando i celebri versi della preghiera che Dante affida a San Bernardo nel Paradiso, in cui chiede alla Vergine di concedere a Dante la grazia della visione divina: «Vergine Madre, figlia del tuo Figlio…», un richiamo potente al cammino che supera la ragione e la teologia per giungere alla contemplazione dell’Empireo.

Al termine del percorso, abbiamo partecipato alla Messa prefestiva delle ore 18 presso la Cattedra di San Pietro, presieduta da mons. Ghirelli.

È stata un’occasione preziosa, capace di unire preghiera, cultura e bellezza in uno dei luoghi più significativi della Cristianità. Un’esperienza che rimarrà nel cuore di tutti i partecipanti.

Articolo di Iaria Raffaele e Francesco Scarpino


Programma di domenica 18 gennaio

• Ore 9.30 – 11.30: Assemblea Nazionale presso la Domus Romana Sacerdotalis,

via Traspontina 18 – Roma, con il seguente ordine del giorno:

  • Approvazione delle modifiche allo Statuto

  • Confronto sul futuro assetto associativo, in vista dell’assemblea elettiva di maggio 2026

• Ore 12.00: S. Messa nella cappella della Domus Romana Sacerdotalis

• Ore 13.00: pranzo e saluti

Messaggio del Santo Padre per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato

La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell’altro

Cari fratelli e sorelle!

La XXXIV Giornata Mondiale del Malato sarà celebrata solennemente a Chiclayo, in Perù, l’11 febbraio 2026. Per questa circostanza ho voluto riproporre l’immagine del buon samaritano, sempre attuale e necessaria per riscoprire la bellezza della carità e la dimensione sociale della compassione, per porre l’attenzione sui bisognosi e sui sofferenti, come sono i malati.

Tutti abbiamo ascoltato e letto questo commovente testo di San Luca (cfr Lc 10,25-37). A un dottore della legge che gli chiede chi sia il prossimo da amare, Gesù risponde raccontando una storia: un uomo che viaggiava da Gerusalemme a Gerico fu aggredito dai ladri e lasciato mezzo morto; un sacerdote e un levita passarono oltre, ma un samaritano ebbe compassione di lui, gli fasciò le ferite, lo portò in una locanda e pagò perché fosse curato. Ho voluto proporre la riflessione su questo passo biblico, con la chiave ermeneutica dell’Enciclica Fratelli tutti, del mio amato predecessore Papa Francesco, dove la compassione e la misericordia verso il bisognoso non si riducono a un mero sforzo individuale, ma si realizzano nella relazione: con il fratello bisognoso, con quanti se ne prendono cura e, alla base, con Dio che ci dona il suo amore.

1. Il dono dell’incontro: la gioia di dare vicinanza e presenza

Viviamo immersi nella cultura della rapidità, dell’immediatezza, della fretta, ma anche dello scarto e dell’indifferenza, che ci impedisce di avvicinarci e fermarci lungo il cammino per guardare i bisogni e le sofferenze che ci circondano. La parabola racconta che il samaritano, vedendo il ferito, non è “passato oltre”, ma ha avuto per lui uno sguardo aperto e attento, lo sguardo di Gesù, che lo ha portato a una vicinanza umana e solidale. Il samaritano «si è fermato, gli ha donato vicinanza, lo ha curato con le sue stesse mani, ha pagato di tasca propria e si è occupato di lui. Soprattutto gli ha dato […] il proprio tempo».[1] Gesù non insegna chi è il prossimo, ma come diventare prossimo, cioè come diventare noi stessi vicini.[2] A questo proposito, possiamo affermare con Sant’Agostino che il Signore non ha voluto insegnare chi fosse il prossimo di quell’uomo, ma a chi lui doveva farsi prossimo. Infatti nessuno è prossimo di un altro finché non gli si avvicina volontariamente. Perciò si è fatto prossimo colui che ha avuto misericordia.[3]

L’amore non è passivo, va incontro all’altro; essere prossimo non dipende dalla vicinanza fisica o sociale, ma dalla decisione di amare. Per questo il cristiano si fa prossimo di chi soffre, seguendo l’esempio di Cristo, il vero Samaritano divino che si è avvicinato all’umanità ferita. Non si tratta di semplici gesti di filantropia, ma di segni nei quali si può percepire che la partecipazione personale alle sofferenze dell’altro implica il donare sé stessi, significa andare oltre il soddisfacimento dei bisogni, per arrivare a far sì che la nostra persona sia parte del dono.[4] Questa carità si nutre necessariamente dell’incontro con Cristo, che per amore si è donato per noi. San Francesco lo spiegava molto bene quando, parlando del suo incontro con i lebbrosi, diceva: «Il Signore stesso mi condusse tra loro»,[5] perché attraverso di loro aveva scoperto la dolce gioia di amare.

Il dono dell’incontro nasce dal legame con Gesù Cristo, che identifichiamo come il buon samaritano che ci ha portato la salute eterna e che rendiamo presente quando ci chiniamo davanti al fratello ferito. Sant’Ambrogio diceva: «Poiché dunque nessuno ci è più prossimo di colui che ha guarito le nostre ferite, amiamolo come Signore, e amiamolo anche come prossimo: niente infatti è così prossimo come il capo alle membra. Amiamo anche colui che è imitatore di Cristo: amiamo colui che soffre per la povertà altrui, a motivo dell’unità del corpo».[6] Essere uno nell’Uno, nella vicinanza, nella presenza, nell’amore ricevuto e condiviso, e godere, come San Francesco, della dolcezza di averlo incontrato.

2. La missione condivisa nella cura dei malati

San Luca prosegue dicendo che il samaritano “sentì compassione”. Avere compassione implica un’emozione profonda, che spinge all’azione. È un sentimento che sgorga da dentro e porta all’impegno verso la sofferenza altrui. In questa parabola, la compassione è il tratto distintivo dell’amore attivo. Non è teorica né sentimentale, si traduce in gesti concreti: il samaritano si avvicina, medica le ferite, si fa carico e si prende cura. Ma attenzione, non lo fa da solo, individualmente, «il samaritano cercò un affittacamere che potesse prendersi cura di quell’uomo, come noi siamo chiamati a invitare e incontrarci in un “noi” che sia più forte della somma di piccole individualità».[7] Io stesso ho constatato, nella mia esperienza di missionario e vescovo in Perù, come molte persone condividono la misericordia e la compassione alla maniera del samaritano e dell’albergatore. I familiari, i vicini, gli operatori sanitari, le persone impegnate nella pastorale sanitaria e tanti altri che si fermano, si avvicinano, curano, portano, accompagnano e offrono ciò che hanno, danno alla compassione una dimensione sociale. Questa esperienza, che si realizza in un intreccio di relazioni, supera il mero impegno individuale. In questo modo, nell’Esortazione apostolica Dilexi te non solo ho fatto riferimento alla cura dei malati come a una «parte importante» della missione della Chiesa, ma come a un’autentica «azione ecclesiale» (n. 49). In essa citavo San Cipriano per mostrare come in quella dimensione possiamo verificare la salute della nostra società: «Questa epidemia, questa peste, che sembra orribile e funesta, mette alla prova la giustizia di ognuno, ed esamina i sentimenti del genere umano: se i sani servano i malati, se i parenti amino con rispetto i loro congiunti, se i padroni abbiano compassione dei servi che stanno male, se i medici non abbandonino i malati che chiedono aiuto».[8]

Essere uno nell’Uno significa sentirci veramente membra di un corpo in cui portiamo, secondo la nostra vocazione, la compassione del Signore per la sofferenza di tutti gli uomini.[9] Inoltre, il dolore che ci commuove non è un dolore estraneo, è il dolore di un membro del nostro stesso corpo del quale il nostro Capo ci comanda di prenderci cura per il bene di tutti. In questo senso si identifica con il dolore di Cristo e, offerto cristianamente, affretta il compimento della preghiera del Salvatore stesso per l’unità di tutti.[10]

3. Spinti sempre dall’amore per Dio, per incontrarci con noi stessi e con il fratello

Nel duplice comandamento: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso» (Lc 10,27), possiamo riconoscere il primato dell’amore per Dio e la sua diretta conseguenza sul modo di amare e di relazionarsi dell’uomo in tutte le sue dimensioni. «L’amore per il prossimo rappresenta la prova tangibile dell’autenticità dell’amore per Dio, come attesta l’apostolo Giovanni: “Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. […] Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (1Gv 4,12.16)».[11] Sebbene l’oggetto di tale amore sia diverso: Dio, il prossimo e sé stessi, e in tal senso possiamo intenderli come amori distinti, essi sono sempre inseparabili.[12] Il primato dell’amore divino implica che l’azione dell’uomo sia compiuta senza interesse personale né ricompensa, bensì come manifestazione di un amore che trascende le norme rituali e si traduce in un culto autentico: servire il prossimo è amare Dio nei fatti.[13]

Questa dimensione ci permette anche di rilevare ciò che significa amare sé stessi. Significa allontanare da noi l’interesse di fondare la nostra autostima o il senso della nostra dignità su stereotipi di successo, carriera, posizione o discendenza[14] e recuperare la nostra collocazione davanti a Dio e al fratello. Benedetto XVI diceva che «la creatura umana, in quanto di natura spirituale, si realizza nelle relazioni interpersonali. Più le vive in modo autentico, più matura anche la propria identità personale. Non è isolandosi che l’uomo valorizza se stesso, ma ponendosi in relazione con gli altri e con Dio».[15]

Cari fratelli e sorelle, «il vero rimedio alle ferite dell’umanità è uno stile di vita basato sull’amore fraterno, che ha la sua radice nell’amore di Dio».[16] Desidero vivamente che nel nostro stile di vita cristiana non manchi mai questa dimensione fraterna, “samaritana”, inclusiva, coraggiosa, impegnata e solidale, che ha la sua radice più intima nella nostra unione con Dio, nella fede in Gesù Cristo. Infiammati da questo amore divino, potremo davvero donarci per il bene di tutti i sofferenti, specialmente dei nostri fratelli malati, anziani e afflitti.

Eleviamo la nostra preghiera alla Beata Vergine Maria, Salute dei malati; chiediamo il suo aiuto per tutti coloro che soffrono, che hanno bisogno di compassione, ascolto e conforto, e supplichiamo la sua intercessione con questa antica preghiera, che veniva recitata in famiglia per coloro che vivono nella malattia e nel dolore:

Dolce Madre, non allontanarti,

non distogliere da me il tuo sguardo.

Vieni con me ovunque

e non lasciarmi mai solo.

Tu che sempre mi proteggi

come mia vera Madre,

fa’ che mi benedica il Padre,

il Figlio e lo Spirito Santo.

Imparto di cuore la mia benedizione apostolica a tutti i malati, ai loro familiari e a quanti li assistono, agli operatori sanitari, alle persone impegnate nella pastorale della salute e in modo speciale a coloro che partecipano a questa Giornata Mondiale del Malato.

Dal Vaticano, 13 gennaio 2026

LEONE PP. XIV

[1] Francesco, Lett. enc. Fratelli tutti (3 ottobre 2020), 63.

[2] Cfr ibid., 80-82.

[3] Cfr S. Agostino, Discorsi, 171, 2; 179 A, 7.

[4] Cfr Benedetto XVI, Lett. enc. Deus charitas est (25 dicembre 2005), 34; S. Giovanni Paolo II, Lett. ap. Salvifici doloris (11 febbraio 1984), 28

[5] S. Francesco d’Assisi, Testamento, 2: Fonti Francescane, 110.

[6] S. Ambrogio, Trattato sul Vangelo di San Luca, VII, 84.

[7] Francesco, Lett. enc. Fratelli tutti (3 ottobre 2020), 78.

[8] S. Cipriano, De mortalitate, 16.

[9] Cfr S. Giovanni Paolo II, Lett. ap. Salvifici doloris (11 febbraio 1984), 24.

[10] Cfr ibid., 31.

[11] Esort. ap. Dilexi te (4 ottobre 2025), 26.

[12] Cfr ibid.

[13] Cfr Francesco, Lett. enc. Fratelli tutti (3 ottobre 2020), 79.

[14] Cfr ibid., 101.

[15] Benedetto XVI, Lett. enc. Caritas in veritate (29 giugno 2009), 53.

[16] Francesco, Messaggio ai partecipanti al 33° Festival internazionale dei giovani (MLADIFEST), Medjugorje, 1-6 agosto 2022 (16 luglio 2022).