Un segno di speranza da Cosmofarma 2026
La partecipazione dell’UCFI a Cosmofarma 2026 ha lasciato nel cuore di molti soci e volontari un’impressione particolarmente positiva e incoraggiante.
Tra le testimonianze ricevute, condividiamo con piacere la riflessione di Cristiana Bodria, che ha vissuto in prima persona le giornate presso lo stand dell’associazione.
Durante la manifestazione, moltissimi colleghi farmacisti si sono fermati allo stand UCFI con interesse, cordialità e partecipazione. Sono stati distribuiti numerosi materiali spirituali e informativi: Vangeli tascabili, rosari, libretti dedicati a San Giovanni Leonardi, preghiere del farmacista, piccoli scritti di Papa Leone e materiali informativi dell’associazione.
Ma ciò che ha colpito maggiormente non è stato soltanto il numero delle persone incontrate, quanto il modo con cui si sono avvicinate.
Negli anni passati, racconta Cristiana, si fermavano soprattutto coloro che desideravano conoscere meglio l’associazione, chiedendo informazioni sulla sua organizzazione e sulle attività svolte. Quest’anno, invece, molti si sono avvicinati semplicemente perché credenti, quasi con il desiderio di ritrovare, anche solo per un momento, un luogo familiare, un punto di riferimento, un senso di appartenenza condivisa.
Non necessariamente interessati subito all’associazione in sé, ma desiderosi di riconoscersi come farmacisti cattolici.
È una sfumatura importante, che racconta qualcosa del tempo che stiamo vivendo. Se da una parte l’associazionismo, in molti ambiti, appare oggi più fragile rispetto al passato, dall’altra emerge ancora forte il bisogno di fede, di testimonianza e di presenza cristiana anche nel mondo professionale.
Ed è forse proprio da qui che può nascere un nuovo cammino.
Come conclude Cristiana nella sua riflessione, “un segno di speranza” è stato comunque portato a casa. Ed è un segno prezioso, da custodire con gratitudine.






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