Assemblea Nazionale UCFI 2026: un nuovo appuntamento di incontro e confronto 17 / 18 gennaio 2026

Sabato pomeriggio, 17 gennaio 2026, abbiamo vissuto un’esperienza straordinaria insieme a mons. Tiziano Ghirelli: un percorso tra storia, fede e arte, da lui stesso definito una visita “sartoriale”, costruita sul momento in base al gruppo dei partecipanti.

L’Associazione Nazionale UCFI, con farmacisti provenienti da tutta Italia — riuniti a Roma per l’Assemblea Nazionale — ha avuto il privilegio di partecipare a questa visita guidata alle Tombe Vaticane. Con noi erano presenti familiari, amici, esponenti del Consiglio dell’Ordine dei Farmacisti di Roma e rappresentanti delle associazioni Futurfarma e Mondo Farmacia. Un appuntamento molto atteso e sentito da tutti i soci.

Mons. Ghirelli ha introdotto il percorso ripercorrendo le origini della Basilica di San Pietro e la storia degli scavi che portarono al ritrovamento dei resti attribuiti all’Apostolo Pietro. Dopo il raduno dei partecipanti nell’atrio antistante la Basilica, siamo scesi nei sotterranei, cuore della memoria cristiana, dove si trovano le tombe di diversi Pontefici e i resti dell’antica basilica costantiniana.

Particolarmente affascinante è stato il racconto delle scoperte archeologiche compiute tra il 1939 e il 1950, quando — su autorizzazione di Papa Pio XII — vennero alla luce le ossa ritenute appartenere a San Pietro, martirizzato nel Circo di Nerone e sepolto nelle vicinanze. Mons. Ghirelli ha illustrato anche le discussioni sorte nel mondo accademico riguardo all’autenticità dei resti: divergenze tra gli archeologi, tra cui Margherita Guarducci, che identificò le ossa grazie al graffito Petros Eni (“Pietro è qui”), e la prudenza della Corte Vaticana, che, pur riconoscendone il valore archeologico, mantenne un margine di incertezza. Non a caso, sul reliquiario compare la dicitura Ex ossibus quae… esse putantur (“si ritiene che siano”), a ricordare che, pur senza una certezza scientifica assoluta, la Chiesa riconosce quei resti come appartenenti all’Apostolo.

Mons. Ghirelli ha poi approfondito il tema del martirio di San Pietro e il motivo per cui avvenne proprio nell’area dove oggi sorge la Basilica, distinguendolo da quello di San Paolo che — essendo cittadino romano — subì la decapitazione. Un momento particolarmente toccante è stata la riflessione sulla “coda di paglia”, immagine evocata per descrivere il tradimento dei cristiani che consegnarono Pietro e Paolo ai Romani, pentendosene poi amaramente, come Giuda, temendo che il loro errore venisse scoperto e usato contro di loro.

La visita si è conclusa con un’intensa meditazione artistico-spirituale davanti alla Pietà di Michelangelo. Mons. Ghirelli ha sottolineato la giovinezza del volto di Maria, richiamando i celebri versi della preghiera che Dante affida a San Bernardo nel Paradiso, in cui chiede alla Vergine di concedere a Dante la grazia della visione divina: «Vergine Madre, figlia del tuo Figlio…», un richiamo potente al cammino che supera la ragione e la teologia per giungere alla contemplazione dell’Empireo.

Al termine del percorso, abbiamo partecipato alla Messa prefestiva delle ore 18 presso la Cattedra di San Pietro, presieduta da mons. Ghirelli.

È stata un’occasione preziosa, capace di unire preghiera, cultura e bellezza in uno dei luoghi più significativi della Cristianità. Un’esperienza che rimarrà nel cuore di tutti i partecipanti.

Articolo di Iaria Raffaele e Francesco Scarpino


Programma di domenica 18 gennaio

• Ore 9.30 – 11.30: Assemblea Nazionale presso la Domus Romana Sacerdotalis,

via Traspontina 18 – Roma, con il seguente ordine del giorno:

  • Approvazione delle modifiche allo Statuto

  • Confronto sul futuro assetto associativo, in vista dell’assemblea elettiva di maggio 2026

• Ore 12.00: S. Messa nella cappella della Domus Romana Sacerdotalis

• Ore 13.00: pranzo e saluti

Messaggio del Santo Padre per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato

La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell’altro

Cari fratelli e sorelle!

La XXXIV Giornata Mondiale del Malato sarà celebrata solennemente a Chiclayo, in Perù, l’11 febbraio 2026. Per questa circostanza ho voluto riproporre l’immagine del buon samaritano, sempre attuale e necessaria per riscoprire la bellezza della carità e la dimensione sociale della compassione, per porre l’attenzione sui bisognosi e sui sofferenti, come sono i malati.

Tutti abbiamo ascoltato e letto questo commovente testo di San Luca (cfr Lc 10,25-37). A un dottore della legge che gli chiede chi sia il prossimo da amare, Gesù risponde raccontando una storia: un uomo che viaggiava da Gerusalemme a Gerico fu aggredito dai ladri e lasciato mezzo morto; un sacerdote e un levita passarono oltre, ma un samaritano ebbe compassione di lui, gli fasciò le ferite, lo portò in una locanda e pagò perché fosse curato. Ho voluto proporre la riflessione su questo passo biblico, con la chiave ermeneutica dell’Enciclica Fratelli tutti, del mio amato predecessore Papa Francesco, dove la compassione e la misericordia verso il bisognoso non si riducono a un mero sforzo individuale, ma si realizzano nella relazione: con il fratello bisognoso, con quanti se ne prendono cura e, alla base, con Dio che ci dona il suo amore.

1. Il dono dell’incontro: la gioia di dare vicinanza e presenza

Viviamo immersi nella cultura della rapidità, dell’immediatezza, della fretta, ma anche dello scarto e dell’indifferenza, che ci impedisce di avvicinarci e fermarci lungo il cammino per guardare i bisogni e le sofferenze che ci circondano. La parabola racconta che il samaritano, vedendo il ferito, non è “passato oltre”, ma ha avuto per lui uno sguardo aperto e attento, lo sguardo di Gesù, che lo ha portato a una vicinanza umana e solidale. Il samaritano «si è fermato, gli ha donato vicinanza, lo ha curato con le sue stesse mani, ha pagato di tasca propria e si è occupato di lui. Soprattutto gli ha dato […] il proprio tempo».[1] Gesù non insegna chi è il prossimo, ma come diventare prossimo, cioè come diventare noi stessi vicini.[2] A questo proposito, possiamo affermare con Sant’Agostino che il Signore non ha voluto insegnare chi fosse il prossimo di quell’uomo, ma a chi lui doveva farsi prossimo. Infatti nessuno è prossimo di un altro finché non gli si avvicina volontariamente. Perciò si è fatto prossimo colui che ha avuto misericordia.[3]

L’amore non è passivo, va incontro all’altro; essere prossimo non dipende dalla vicinanza fisica o sociale, ma dalla decisione di amare. Per questo il cristiano si fa prossimo di chi soffre, seguendo l’esempio di Cristo, il vero Samaritano divino che si è avvicinato all’umanità ferita. Non si tratta di semplici gesti di filantropia, ma di segni nei quali si può percepire che la partecipazione personale alle sofferenze dell’altro implica il donare sé stessi, significa andare oltre il soddisfacimento dei bisogni, per arrivare a far sì che la nostra persona sia parte del dono.[4] Questa carità si nutre necessariamente dell’incontro con Cristo, che per amore si è donato per noi. San Francesco lo spiegava molto bene quando, parlando del suo incontro con i lebbrosi, diceva: «Il Signore stesso mi condusse tra loro»,[5] perché attraverso di loro aveva scoperto la dolce gioia di amare.

Il dono dell’incontro nasce dal legame con Gesù Cristo, che identifichiamo come il buon samaritano che ci ha portato la salute eterna e che rendiamo presente quando ci chiniamo davanti al fratello ferito. Sant’Ambrogio diceva: «Poiché dunque nessuno ci è più prossimo di colui che ha guarito le nostre ferite, amiamolo come Signore, e amiamolo anche come prossimo: niente infatti è così prossimo come il capo alle membra. Amiamo anche colui che è imitatore di Cristo: amiamo colui che soffre per la povertà altrui, a motivo dell’unità del corpo».[6] Essere uno nell’Uno, nella vicinanza, nella presenza, nell’amore ricevuto e condiviso, e godere, come San Francesco, della dolcezza di averlo incontrato.

2. La missione condivisa nella cura dei malati

San Luca prosegue dicendo che il samaritano “sentì compassione”. Avere compassione implica un’emozione profonda, che spinge all’azione. È un sentimento che sgorga da dentro e porta all’impegno verso la sofferenza altrui. In questa parabola, la compassione è il tratto distintivo dell’amore attivo. Non è teorica né sentimentale, si traduce in gesti concreti: il samaritano si avvicina, medica le ferite, si fa carico e si prende cura. Ma attenzione, non lo fa da solo, individualmente, «il samaritano cercò un affittacamere che potesse prendersi cura di quell’uomo, come noi siamo chiamati a invitare e incontrarci in un “noi” che sia più forte della somma di piccole individualità».[7] Io stesso ho constatato, nella mia esperienza di missionario e vescovo in Perù, come molte persone condividono la misericordia e la compassione alla maniera del samaritano e dell’albergatore. I familiari, i vicini, gli operatori sanitari, le persone impegnate nella pastorale sanitaria e tanti altri che si fermano, si avvicinano, curano, portano, accompagnano e offrono ciò che hanno, danno alla compassione una dimensione sociale. Questa esperienza, che si realizza in un intreccio di relazioni, supera il mero impegno individuale. In questo modo, nell’Esortazione apostolica Dilexi te non solo ho fatto riferimento alla cura dei malati come a una «parte importante» della missione della Chiesa, ma come a un’autentica «azione ecclesiale» (n. 49). In essa citavo San Cipriano per mostrare come in quella dimensione possiamo verificare la salute della nostra società: «Questa epidemia, questa peste, che sembra orribile e funesta, mette alla prova la giustizia di ognuno, ed esamina i sentimenti del genere umano: se i sani servano i malati, se i parenti amino con rispetto i loro congiunti, se i padroni abbiano compassione dei servi che stanno male, se i medici non abbandonino i malati che chiedono aiuto».[8]

Essere uno nell’Uno significa sentirci veramente membra di un corpo in cui portiamo, secondo la nostra vocazione, la compassione del Signore per la sofferenza di tutti gli uomini.[9] Inoltre, il dolore che ci commuove non è un dolore estraneo, è il dolore di un membro del nostro stesso corpo del quale il nostro Capo ci comanda di prenderci cura per il bene di tutti. In questo senso si identifica con il dolore di Cristo e, offerto cristianamente, affretta il compimento della preghiera del Salvatore stesso per l’unità di tutti.[10]

3. Spinti sempre dall’amore per Dio, per incontrarci con noi stessi e con il fratello

Nel duplice comandamento: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso» (Lc 10,27), possiamo riconoscere il primato dell’amore per Dio e la sua diretta conseguenza sul modo di amare e di relazionarsi dell’uomo in tutte le sue dimensioni. «L’amore per il prossimo rappresenta la prova tangibile dell’autenticità dell’amore per Dio, come attesta l’apostolo Giovanni: “Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. […] Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (1Gv 4,12.16)».[11] Sebbene l’oggetto di tale amore sia diverso: Dio, il prossimo e sé stessi, e in tal senso possiamo intenderli come amori distinti, essi sono sempre inseparabili.[12] Il primato dell’amore divino implica che l’azione dell’uomo sia compiuta senza interesse personale né ricompensa, bensì come manifestazione di un amore che trascende le norme rituali e si traduce in un culto autentico: servire il prossimo è amare Dio nei fatti.[13]

Questa dimensione ci permette anche di rilevare ciò che significa amare sé stessi. Significa allontanare da noi l’interesse di fondare la nostra autostima o il senso della nostra dignità su stereotipi di successo, carriera, posizione o discendenza[14] e recuperare la nostra collocazione davanti a Dio e al fratello. Benedetto XVI diceva che «la creatura umana, in quanto di natura spirituale, si realizza nelle relazioni interpersonali. Più le vive in modo autentico, più matura anche la propria identità personale. Non è isolandosi che l’uomo valorizza se stesso, ma ponendosi in relazione con gli altri e con Dio».[15]

Cari fratelli e sorelle, «il vero rimedio alle ferite dell’umanità è uno stile di vita basato sull’amore fraterno, che ha la sua radice nell’amore di Dio».[16] Desidero vivamente che nel nostro stile di vita cristiana non manchi mai questa dimensione fraterna, “samaritana”, inclusiva, coraggiosa, impegnata e solidale, che ha la sua radice più intima nella nostra unione con Dio, nella fede in Gesù Cristo. Infiammati da questo amore divino, potremo davvero donarci per il bene di tutti i sofferenti, specialmente dei nostri fratelli malati, anziani e afflitti.

Eleviamo la nostra preghiera alla Beata Vergine Maria, Salute dei malati; chiediamo il suo aiuto per tutti coloro che soffrono, che hanno bisogno di compassione, ascolto e conforto, e supplichiamo la sua intercessione con questa antica preghiera, che veniva recitata in famiglia per coloro che vivono nella malattia e nel dolore:

Dolce Madre, non allontanarti,

non distogliere da me il tuo sguardo.

Vieni con me ovunque

e non lasciarmi mai solo.

Tu che sempre mi proteggi

come mia vera Madre,

fa’ che mi benedica il Padre,

il Figlio e lo Spirito Santo.

Imparto di cuore la mia benedizione apostolica a tutti i malati, ai loro familiari e a quanti li assistono, agli operatori sanitari, alle persone impegnate nella pastorale della salute e in modo speciale a coloro che partecipano a questa Giornata Mondiale del Malato.

Dal Vaticano, 13 gennaio 2026

LEONE PP. XIV

[1] Francesco, Lett. enc. Fratelli tutti (3 ottobre 2020), 63.

[2] Cfr ibid., 80-82.

[3] Cfr S. Agostino, Discorsi, 171, 2; 179 A, 7.

[4] Cfr Benedetto XVI, Lett. enc. Deus charitas est (25 dicembre 2005), 34; S. Giovanni Paolo II, Lett. ap. Salvifici doloris (11 febbraio 1984), 28

[5] S. Francesco d’Assisi, Testamento, 2: Fonti Francescane, 110.

[6] S. Ambrogio, Trattato sul Vangelo di San Luca, VII, 84.

[7] Francesco, Lett. enc. Fratelli tutti (3 ottobre 2020), 78.

[8] S. Cipriano, De mortalitate, 16.

[9] Cfr S. Giovanni Paolo II, Lett. ap. Salvifici doloris (11 febbraio 1984), 24.

[10] Cfr ibid., 31.

[11] Esort. ap. Dilexi te (4 ottobre 2025), 26.

[12] Cfr ibid.

[13] Cfr Francesco, Lett. enc. Fratelli tutti (3 ottobre 2020), 79.

[14] Cfr ibid., 101.

[15] Benedetto XVI, Lett. enc. Caritas in veritate (29 giugno 2009), 53.

[16] Francesco, Messaggio ai partecipanti al 33° Festival internazionale dei giovani (MLADIFEST), Medjugorje, 1-6 agosto 2022 (16 luglio 2022).

Santa Messa di Natale UCFI – 10 dicembre

Mercoledì 10 dicembre 2025, alle ore 20:30, si terrà la Santa Messa di Natale UCFI presso il Battistero di San Giovanni in Laterano.

La celebrazione sarà presieduta da Don Marco.

Parcheggio interno gratuito.

Assemblea Nazionale UCFI 2026: un nuovo appuntamento di incontro e confronto

L’Unione Cattolica Farmacisti Italiani si prepara a un nuovo momento di condivisione e dialogo.

Durante l’incontro interdiocesano del 14 settembre scorso, svoltosi nell’affascinante cornice dell’abbazia di Maguzzano (BS), è emersa la proposta di fissare un’Assemblea Nazionale UCFI nel mese di gennaio 2026. Una proposta accolta con interesse e che ora prende forma con un programma definito e ricco di significato. 

Le date da segnare in agenda

L’Assemblea è prevista per sabato 17 e domenica 18 gennaio 2026, con un programma che unisce momenti spirituali, culturali e decisionali.

Sabato 17 gennaio – Visita alla Basilica di San Pietro

Nel pomeriggio (orario in definizione) è prevista una visita guidata da Mons. Tiziano Ghirelli alla Basilica di San Pietro: un’occasione preziosa per vivere insieme un momento di bellezza e riflessione.

Domenica 18 gennaio – Assemblea Nazionale

Dalle 9:30 alle 11:30, presso la Domus Romana Sacerdotalis (via Traspontina 18, Roma), si terrà l’assemblea con il seguente ordine del giorno:

  • Approvazione delle modifiche allo Statuto

  • Confronto sul futuro assetto associativo, in vista dell’assemblea elettiva di maggio 2026

A seguire:

  • Ore 12 – Santa Messa nella cappella della Domus Romana Sacerdotalis

  • Ore 13 – Pranzo conviviale

Adesioni e pernottamenti

I partecipanti sono invitati a comunicare la propria adesione e l’eventuale richiesta di pernottamento attraverso i consueti canali rapidi (SMS o WhatsApp).

Il Presidente, Dr. Giuseppe Fattori, ha espresso nel suo messaggio un sentito ringraziamento per l’attenzione e l’auspicio di ritrovarsi numerosi a questo importante appuntamento.

GIUBILEO DELLA SPERANZA: UN ABBRACCIO CHE DA NAPOLI RAGGIUNGE IL MONDO

Farmacisti cattolici e Forum Socio-Sanitario insieme per una giornata di testimonianze, solidarietà e fede

Si è svolto ieri un evento intenso e carico di luce: il Giubileo della Speranza, che ha riunito a Napoli i Farmacisti cattolici, il Forum Socio-Sanitario e più di 200 rappresentanti del mondo della salute e del volontariato. Presenti anche il Presidente Nazionale dei Farmacisti Cattolici Giuseppe Fattori, il Presidente Medici Cattolici di Napoli Carlo Ruosi e il Presidente del Forum delle Associazioni Socio-Sanitarie Aldo Bova. Una giornata di incontro e di comunione, coordinata dalla dr.ssa Bianca Iengo, Presidente Farmacisti Cattolici sezione Napoli e Farmacia Solidale Gocce di Carità, nata dal desiderio di mettere al centro la dignità dell’uomo, la cura, e quella rete di solidarietà che silenziosamente unisce popoli lontani.

La sala dell’ipogeo della Basilica, alla presenza del Card. Crescenzio Sepe, si è riempita di voci, racconti e volti provenienti da diverse parti dell’Italia e del mondo. Ucraina, Senegal, Etiopia, Libano: Paesi segnati da ferite e difficoltà, ma anche da una straordinaria capacità di rialzarsi grazie al sostegno fraterno. Le testimonianze condivise hanno mostrato come piccoli gesti—una medicina, una visita, una presenza—possano trasformarsi in ponti di speranza.
È stato commovente ascoltare come iniziative nate proprio a Napoli, nel cuore del Mediterraneo, abbiano raggiunto persone lontane migliaia di chilometri, portando cure, aiuto e soprattutto vicinanza umana.

Il momento forse più profondo è stato l’incontro liturgico, con l’ingresso attraverso la “porta giubilare” della Basilica e la Celebrazione Eucaristica, durante la quale il Vescovo, Mons. Gaetano Castello, ha offerto un’omelia intensa e vibrante, centrata sulla Solennità di Cristo Re dell’Universo. Le sue parole hanno accompagnato i presenti in una riflessione non solo teologica, ma esistenziale: Cristo, Re che serve e non domina, diventa modello e misura del nostro agire quotidiano, specialmente per chi opera nel mondo della salute.

Il Vescovo ha richiamato con forza l’immagine della “porta giubilare”, ricordando che non è solo una soglia fisica da attraversare, ma anche un simbolo interiore:
una porta che ognuno è chiamato ad aprire dentro di sé per lasciarsi raggiungere dalla misericordia e per divenire, a propria volta, strumento di misericordia per gli altri.

In un tempo segnato da guerre, povertà e solitudini, il Giubileo della Speranza ha mostrato come la solidarietà non sia un concetto astratto, ma una realtà concreta che nasce dal cuore di comunità vive.
I farmacisti cattolici, insieme al Forum Socio-Sanitario, hanno rinnovato il loro impegno: essere professionisti competenti, cittadini attenti e cristiani capaci di farsi prossimi, soprattutto dove la fragilità umana si manifesta con maggior forza.

L’evento si è concluso in un clima di gratitudine, di condivisione e di festa, con uno sguardo rivolto al futuro, nella convinzione che la speranza non è solo qualcosa da custodire, ma soprattutto da donare.

Bianca Iengo

 

Incontro Formativo di Bioetica – Lunedì 17 Novembre 2025

Carissimi,

la sezione di Milano invita all’incontro formativo di Lunedì 17 Novembre 2025 alle 21,15 in Viale Piceno 18. Continuiamo a trattare di argomenti di bioetica con Don Roberto Valeri, proseguendo col testo di Bioetica di Giannino Piana ed. Marietti Scuola.

È possibile il collegamento da remoto telefonando ai cellulari di Maria Teresa 3353008311 o Marco Luigi 3339154274 utilizzando la funzione WhatsApp videochiamata.

Il Presidente

Dr. Marco Luigi Rivera

Incontro di Maguzzano – 14 settembre 2025

Carissime e carissimi,

lo scorso 14 settembre si è svolto a Maguzzano il consueto incontro dell’Unione Cattolica Farmacisti Italiani, alla presenza del Presidente Nazionale, dott. Giuseppe Fattori, e dell’Assistente Spirituale, don Marco Belladelli.

Hanno partecipato: Pier Carlo Villa (Milano), Maria Teresa Riccaboni (Milano), Marco Rivera (Milano), Roberta Anastasi (Milano), Eugenia Crivelli (Milano), Giorgio Falcon (Venezia), Sergio Dal Ben (Rovigo), Anna Maria Bazzani (Rovigo), Loris Rossi (Mantova), Roberto Castagna (Mantova), Giovanni Fiorentini (Brescia), Giuliana Bonfanti (Cremona), Maria Cristina Bovi (Parma), Fausto Roncaglia (Parma), Maria Pia Busacchi (Bologna), Enrica Bertoni (Reggio Emilia), Mariangela Gabbi (Reggio Emilia), Paola Taddei (Reggio Emilia) e Cristiana Bodria (Reggio Emilia).

Il Presidente ha illustrato gli eventi principali che, nel corso dell’anno, hanno coinvolto l’UCFI a livello nazionale. A seguire, ciascuna sezione ha presentato le proprie attività e iniziative locali. Don Marco ha poi delineato gli obiettivi di impegno associativo per il prossimo futuro.

È stata inoltre definita la data del prossimo incontro nazionale, che si terrà a Roma il 17 e 18 gennaio 2026. In questa occasione è prevista anche una visita di gruppo alla Basilica di San Pietro, accompagnati dall’incaricato papale per i beni artistici e architettonici della basilica.

È stata infine proposta l’organizzazione di un pellegrinaggio di 2-3 giorni in Italia (tra le possibili destinazioni: Loreto, Assisi o Pompei) nella prima metà di giugno, oltre alla conferma del tradizionale incontro presso l’Abbazia di Maguzzano nel mese di settembre.

Un caro saluto,

Cristiana Bodria

Charity Dinner

Buongiorno a tutti i colleghi farmacisti.

Anche quest’anno si rinnova una preziosa iniziativa di solidarietà a sostegno del Centro Raccolta Farmaci dell’“Armadio Farmaceutico”, presso il Poliambulatorio Caritas di via Marsala.

La partecipazione di ciascuno di noi, anche attraverso una piccola donazione, può trasformarsi in un aiuto concreto e significativo: un’occasione per condividere insieme il valore della solidarietà e del servizio alla comunità.

Per motivi organizzativi è gradita una conferma di partecipazione, da inviare tramite WhatsApp al mio numero o a quello della dottoressa Carmen Mosca.

Grazie per l’attenzione.

Francesco

LETTERA DI INVITO AL GIUBILEO DELLA SPERANZA

 

Carissimi Colleghi e Amici della Salute,

con immensa gioia invito tutti a partecipare al Giubileo della Speranza organizzato dai Farmacisti Cattolici Diocesi di Napoli, insieme a tutti i Volontari della Salute e il Forum Socio-Sanitario.

Un appuntamento speciale di incontro, riflessione e festa dedicato a tutti coloro che, con competenza e passione, ogni giorno si prendono cura di ciascuna persona e della comunità.

L’evento si terrà domenica 23 novembre 2025, presso la Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio a Capodimonte in Napoli, e sarà un’occasione unica per vivere insieme un momento di comunione professionale e spirituale, alla luce del cammino giubilare che coinvolge il mondo della sanità e del servizio sociale.

Sarà un tempo propizio per celebrare la nostra vocazione, riconoscere il valore umano e professionale del nostro ruolo, ma anche per guardare al futuro, condividendo esperienze, idee e proposte per un sistema socio-sanitario sempre più vicino ai bisogni reali di ciascuna persona.

Il programma prevede: accoglienza alle ore 16.45, presso l’Ipogeo della Basilica, un incontro con interventi di saluto e testimonianze, un piccolo spazio di confronto ed un momento di fraternità. Ci saranno spunti di riflessione e di ispirazione verso percorsi di Speranza e di crescita sia umana che spirituale, perché la gioia della collaborazione e della condivisione sono il cuore di ogni percorso di cura. A seguire trasferimento in Basilica per il Rito del Giubileo e Santa Messa presieduta da Sua Ecc. Rev. ma Mons. Gaetano Castello, Vescovo Ausiliare della Chiesa di Napoli.

Vi aspetto con entusiasmo e spirito di partecipazione: la presenza di ciascuno di voi renderà questo incontro giubilare sicuramente più ricco e significativo.

Con viva cordialità e sincero affetto,

Cari saluti

Bianca Iengo

PRESIDENTE UCFI SEZIONE NAPOLI