LA SEZIONE UCFI DI MILANO RICORDA LA FIGURA DEL DOTT PIERO URODA



Il 06 Ottobre è ritornato alla casa del Padre il nostro Presidente, il Dott Piero Uroda, dopo una lunga malattia che lo ha visto assente per molto tempo.
Dopo il Dott Mottironi, abbiamo avuto come Presidente UCFI il Dott Piero Uroda dal 1994 al 2021, 27 anni, durante i quali ha saputo guidare con competenza e saggezza l’associazione in un contesto dal punto di vista etico e morale sempre più avverso ai nostri valori cristiani, con particolare riferimento alla difesa della vita umana dal concepimento alla sua morte naturale che è stato il principale argomento che lo ha impegnato fino allo spasimo delle sue possibilità.
Numerosi sono stati gli incontri e i convegni organizzati dal Dott Piero Uroda a livello nazionale ed internazionale, per tenere sempre uniti e aggiornati i suoi iscritti. Memorabile è stato il Convegno a Poznam in Polonia, nel 2009, che ancora oggi viene ricordato. A Poznan nel 2009 il Dott Piero Uroda è stato eletto Presidente dell’Associazione Internazionale dei farmacisti cattolici (FIPC) e ha mantenuto l’incarico per due mandati di 4 anni.
Il Dott Piero Uroda era solito organizzare incontri e convegni nelle varie parti d’Italia allo scopo di favorire la partecipazione di tutti e di promuovere l’ideale cristiano nel lavoro del farmacista. Al centro del sua missione c’era la preghiera come fondamento delle attività lavorative e non lavorative della giornata. Il Dott Piero Uroda ha sempre cercato di dirci che il Farmacista Cattolico deve essere prima un buon cristiano nella pratica della preghiera e della carità, per poter poi diventare anche un buon Farmacista Cattolico nel suo lavoro. Invitava quindi alla lettura del Vangelo, alla recita del Santo Rosario quotidiano e alla lettura di libri spirituali quali ” L’Imitazione di Cristo” che era sempre a disposizione nella sua tasca e anche nel baule della sua macchina per regalarlo.
In occasione della nomina di San Leonardi come Patrono dei Farmacisti Cattolici il Dott Piero Uroda ha composto la Preghiera del farmacista cattolico che è pubblicata in questo sito e resa disponibile nella immaginetta di Gesù Farmacista che viene distribuita nei convegni UCFI.
Il Dott Piero Uroda ha sempre accolto tutti con affetto e ha sempre saputo tirar fuori da ciascuno il meglio cercando di coinvolgerli nell’azione associativa: cercare farmacisti che condividono l’ideale cristiano, formare dei piccoli gruppi e al raggiungimento di almeno 10 colleghi presentarsi al vescovo della propria diocesi  per richiedere un assistente spirituale e poi fondare la sezione diocesana del luogo; nel caso non fosse stato possibile avere una sezione UCFI diocesana ha incoraggiato il formarsi di gruppi inter diocesani e cioè regionali.
Anche la pazienza, la calma e la fermezza sui principi hanno caratterizzato l’operato del dott Piero Uroda.
La Sezione UCFI di Milano compiange il caro Presidente nazionale , il Dott Piero Uroda. Milano si affida alla Misericordia di Dio perchè lo accolga nel Suo Regno e ciascuno di noi lo raccomanda al Padre nelle sue personali preghiere. Non potendo essere presenti alle sue esequie assicuriamo la celebrazione di una Santa Messa in Suo suffragio che verrà celebrata dal Dott Don Roberto Valeri (Assistente Spirituale della sezione Diocesana di Milano dell’UCFI) a Vimercate (MI) Domenica 16 ottobre 2022 alle ore 18,00 nella Antica Collegiata di Santo Stefano, Piazza Santo Stefano.
Rivolgiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia del Dott Piero Uroda ed in particolare alla moglie Piera e alla figlia Martina.

In ricordo di Piero Uroda

 

Roma 7 ottobre 2022

Cari colleghi,
ieri è venuto a mancare il nostro amato Presidente dott. Piero Uroda,

per chi desidera partecipare il funerale sarà celebrato domani sabato 8 ottobre alle ore 15 presso la Parrocchia di Sant’Agostino di Roma.

Un telegramma di partecipazione si può inviare presso la sede UCFI via della Conciliazione 10, 00193 Roma.

Siamo tutti vicini con l’affetto e la preghiera alla famiglia e a tutti quanti lo piangono.

la segreteria UCFI

SINTESI RIUNIONE UCFI DEL 19.09.2022

Dopo le ferie abbiamo ripreso gli incontri UCFI presso la sala offerta dall’Associazione Lombarda Titolari di Farmacia in Viale Piceno 18 a Milano, al secondo piano.
Dopo i saluti, Dr Don Roberto Valeri ha fatto una sintesi dell’Introduzione del Libro di Leonardo Lugaresi “Vivere da Cristiani in un mondo non cristiano” Ed LINDAU, che potete leggere qui.
La riunione si è svolta in presenza e anche con la partecipazione a distanza di qualche altro collega con “Meet”.
Al termine del dibattito Maria Teresa ha presentato la nuova Associazione “Ditelo sui tetti” che si prefigge di riunire le istanze di circa un centinaio di Associazioni del mondo cristiano per fare una azione comune più incisiva sulle istituzioni per spingere la realizzazione di quanto già di buono ci puo’ essere nell’ordinamento legislarivo come ad esempio le cure palliative e molti altri. Nel sito dei “Ditelo sui tetti” si può prendere visione di tanti obiettivi che si sono prefissi. Per ora mi sono iscritta alla loro news letter e osservo il progredire delle loro attività e dei risultati che potrebbero essere conseguiti al fine di valutare la possibilità di un maggiore coinvolgimento.
Al termine della riunione abbiamo stabilito chi farà la sintesi dei capitoli del libro di Lugaresi nelle prossime riunioni.
E’ stata poi fissata la prossima riunione in data Lunedì 24 Ottobre 2022 nella quale la Dottoressa Eugenia Dardanelli affronterà i primi due capitoli del libro di Lugaresi.
Abbiamo poi sottolineato l’importanza di cercare di difendere i valori in cui crediamo nelle  Elezioni Politiche del 25.09.22

Vivere da cristiani in un mondo non cristiano

Sono ricominciati gli incontri UCFI Milano, prendendo spunto da una riflessione di Leonardo Luganesi, “Vivere da cristiani in un mondo non cristiano” per i tipi di Lindau.
L’autore parte dal concetto che il cristiano ha da sempre vissuto in mondo non cristiano, e da sempre ha reso testimonianza attorno al mistero di Cristo.
Anche noi come i cristiani dei primi secoli, ci confrontiamo con cristiani e non cristiani. Pensiamo alle varie circostanze che esigono di rendere attuale l’esperienza di Cristo. Anche i farmacisti cattolici, “stando sul bancone”, luogo privilegiato di testimonianza, sono provocati dalle diverse circostanze a rendere ragione della bellezza della fede (1Pt 3,15) in cui tutti siamo stati generati alla vita filiale (Rm 8,15ss).
Ma di cosa rendono testimonianza i cristiani? Gli Atti degli Apostoli, ci raccontano la questione in modo preciso: Il re Agrippa spiega a Porcio Festo, magistrato romano: “Quelli che lo incolpavano (Paolo) gli si misero attorno, ma non portarono alcuna accusa di quei crimini che io immaginavo; avevano con lui alcune questioni relative alla loro religione e a un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo” At 25,18-19
Qui la questione, sostiene con ragione Luganesi: i cristiani sostengono che uomo pur essendo morto è vivo. Ecco la radice dell’attualità del cristianesimo che diventa annuncio e risposta. Annuncio della resurrezione e risposta al bisogno di eternità che da sempre alberga nel cuore dell’uomo, credente o non credente che sia.
Il cristianesimo è per sua natura sempre iniziale e in questo senso l’esempio delle prime generazioni cristiane, è paradigmatico per quelle successive, compresa la nostra che deve imparare a vedersi come generazione di primi cristiani. Una minoranza creativa immersa in un ambiente ostile è stata infatti la condizione normale dei cristiani almeno per tutti i primi tre secoli della loro storia. E ancora oggi non è forse così? Diverse sono le persecuzioni a cui assistiamo ogni giorno, cruente o ideologiche.
Lungi dl chiudersi alla cultura per salvaguardare una qualche purezza, oppure assimilandosi ad essa, i cristiani hanno sempre prodotto una straordinaria capacità di relazione basata sulla pratica del giudizio (Krisis) e del retto uso (chresis) dei suoi contenuti, divendo così una presenza significativa pur restando ridotta nunericamente.
Per il cristiano l’Annuncio di Cristo è sempre novità: teologicamente perché la Sua presenza è attuale, storicamente perche le circostanze pro-Vocano il cristiano a ri-Dire Cristo.
Scriveva Benedetto XVI: “ Ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento della storia sono uomini che attraverso una fede illuminata e vissuta, rendano Dio credibile in questo mondo. Abbiamo bisogno di uomini il cui intelletto sia illuminato dalla luce di Dio e a cui Dio apra il cuore, in modo che il loro intelletto possa parlare all’intelletto degli altri e il loro cuore possa aprire il cuore degli altri. Soltanto attraverso uomini che sono toccati da Dio, Dio può fare ritorno presso gli uomini” (J.Ratzinger, L’Europa di Benedetto nella crisi delle culture, Cantagalli 2005, 62-64.

Don Roberto Dr.Valeri

3 luglio: incontro all’Abbazia di Maguzzano

Incontro annuale UCFI nella giornata di Domenica 3 luglio 2022, presso l’Abbazia di Maguzzano (BS) secondo il seguente programma:

  • Ore 11.30 Accoglienza
  • Ore 12.00 Celebrazione della S.Messa
  • Ore 13.00 Pranzo
  • Ore 14.30 Assemblea
  • Ore 17.00 Conclusione

Per chi volesse arrivare prima, c’è la possibilità di pernottare previa prenotazione personale al seguente numero:  339-4336146

SALUTO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI DIRIGENTI DELLA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DEI FARMACISTI CATTOLICI

Cari amici, buongiorno e benvenuti!

Questa udienza doveva essere al Palazzo apostolico, ma a causa del mio ginocchio è qui. Scusatemi. Ringrazio il vostro Presidente per le sue cortesi parole, e sono contento di incontrarvi come rappresentanti del mondo dei farmacisti. Voi siete i dirigenti della Federazione Internazionale dei Farmacisti Cattolici, ma sappiamo che le nostre associazioni ecclesiali sono sempre aperte a tutti e al servizio di tutti, naturalmente nel rispetto dei principi della morale cristiana, fondata sulla dignità della persona umana.

La pandemia da covid-19 ha posto i farmacisti, per così dire, in prima linea. I cittadini, spesso smarriti, hanno trovato in voi un punto di riferimento per avere assistenza, consigli, informazioni, e anche – lo sappiamo bene – per poter fare rapidamente i test necessari alla vita e alle attività quotidiane. Penso che questa situazione di crisi abbia anche provocato nel vostro ambiente professionale l’esigenza di “fare corpo”, di sostenersi a vicenda. E questo dovrebbe essere un incentivo ad associarsi. Mi congratulo con la vostra Federazione perché ha saputo leggere questa crisi anche come opportunità e ha rilanciato il valore dell’impegno associativo, tipico della tradizione cattolica.

Vorrei tornare sul vostro ruolo sociale. I farmacisti sono come un “ponte” tra i cittadini e il sistema sanitario. Questo è molto burocratizzato, e per di più la pandemia lo ha messo a dura prova, rallentando, se non a volte paralizzando, le procedure. Ciò comporta, concretamente, per chi è malato maggiori disagi, maggiori sofferenze e, purtroppo, danni ulteriori per la salute. In tale contesto la categoria dei farmacisti offre un duplice contributo al bene comune: alleggerisce il peso sul sistema sanitario e allenta la tensione sociale. Naturalmente questo ruolo va svolto con grande prudenza e serietà professionale, ma per la gente è molto importante l’aspetto della vicinanza – sottolineo questo: la vicinanza -, l’aspetto del consiglio, di quella familiarità che dovrebbe essere propria di un’assistenza sanitaria “a misura d’uomo”. È vero questo. Nei quartieri i farmacisti sono la casa, sono alla mano. Si deve andare dal medico, ma dai farmacisti vai, suoni il campanello e li trovi alla mano: “Prendi questo”, è una cosa più famigliare, più vicina.

Un altro aspetto che vorrei accennare, che pure ha una valenza sociale e culturale, è il contributo che i farmacisti possono dare per la conversione ad una ecologia integrale. Tutti siamo chiamati a imparare uno stile di vita più rispettoso dell’ambiente in cui Dio ci ha posti, della nostra casa comune. E in questo stile di vita rientra anche un modo sano di alimentarsi e, in generale, di vivere. Penso che anche su questo i farmacisti possono “fare cultura”, promuovendo una maggiore sapienza nel condurre una vita sana. In questo vi può ispirare la tradizione millenaria che qui in Europa risale alle antiche farmacie dei monasteri. Ma oggi, grazie a Dio, queste radici si possono arricchire con le conoscenze e le pratiche proprie di altre culture, come quelle orientali, o quelle dei popoli nativi dell’America. Direi che voi farmacisti potete aiutarci a smascherare gli inganni di un falso benessere e a educare a un vero “buon vivere”, che non sia un privilegio di pochi ma alla portata di tutti. Il buon vivere, non nel senso di fare la bella vita, ma il vivere in consonanza con l’ambiente, in consonanza con l’universo, con tutti.

Cari amici, vi auguro ogni bene per il vostro lavoro e per il vostro cammino associativo. Vi benedico di cuore e vi affido all’intercessione della Vergine Maria e del vostro patrono San Giovanni Leonardi. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me.

ATTIVITÀ UCFI MILANO 2020 – 2022

Dopo un lungo periodo nel quale non abbiamo più divulgato le iniziative della Sezione UCFI di Milano, adesso cerchiamo di essere di nuovo presenti nel sito UCFI Italia.

Diamo un resoconto sintetico del lavoro svolto fino adesso durante il periodo della pandemia COVID 19.

Anno 2020: per la difficoltà del primo e secondo lockdown non ci sono stati incontri incontri UCFI.

Anno 2021: ci sono stati incontri on-line utilizzando MEET in data 1/02/2021, 02/03/2021, 14/04/2021, 03/06/2021, 09/11/2021, 14/12/2021.

Anno 2022: 11/01/2022, 23/02/2022, 9/03/2022, 26/04/2022

A partire da giugno 2021 gli incontri si sono svolti sempre in presenza e contemporaneamente anche con Meet per permettere a coloro che fossero stati impossibilitati a arrivare in Viale PICENO 18 a Milano di poter partecipare a distanza e di poter dare il loro contributo.

Nel 2021 è stato affrontato dapprima il tema dei vaccini e delle cure per il Covid-19 con un ampio dibattito interno nel quale si sono commentate le varie posizioni in merito alla liceità ad esempio dei vaccini Covid in relazione all’utilizzo di linee cellulari ottenute partendo da feti abortiti 20 – 30 anni prima, utilizzate per la ricerca, sviluppo e produzione dei vaccini Covid . Il pronunciamento della Congregazione della Fede e della Pontificia Accademia per la vita ha posto fine a questa questione, dichiarando leciti i vaccini sul piano etico. Si veda la Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede sulla Moralità dell’uso di alcuni vaccini anti Covid-19, 21.12.2020.

Successivamente si è passati a fare una profonda riflessione sul modo di comunicare ai giovani da un lato la bellezza della vita e dell’amore e dall’altro come informare sui metodi contraccettivi e per la contraccezione d’emergenza facendo vedere le due visioni a confronto. Da un lato la visione dominante che prevede il promuovere tra i giovani l’uso di contraccettivi e di metodi contraccettivi d’emergenza minimizzando gli effetti collaterali e anche cercando di nascondere il loro meccanismo intercettivo/abortivo. Dall’altro mettendo in evidenza la visione di coloro che invece ritengono che la vita incomincia dal momento del concepimento su basi scientifiche, con un diverso approccio nella presentazione dei metodi contraccettivi che prenda in considerazione anche la possibilità di sconsigliare l’uso della contraccezione di emergenza a favore di altre metodiche più rispettose della vita al suo esordio. Un consulente, il Dott Michele Barbato , ginecologo del Camen ci ha aiutato a cogliere la bellezza dell’amore attraverso la lettura di un opuscolo “BIOFERTILITA’: la regolazione naturale della fertilità per una sessualità appassionante”. E’ un libro che cerca di rispondere a domande sui metodi naturali: cosa sono e su cosa si basano? Quanto sono sicuri e come si usano? Come e dove si possono imparate? Sono utili per la ricerca della gravidanza?

Si è deciso per il momento di utilizzare nelle nostre farmacie il libretto Biofertilità per promuovere un visione dell’amore rispettosa della natura e della vita. Bisognerà farsi aiutare da esperti della comunicazione e da Organismi qualificati come la PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA e con la sinergia delle altre associazioni Pro Vita per arrivare a trovare una nuova modalità per presentare i metodi contraccettivi e per la contraccezione d’emergenza che sia rispettosa della vita umana.

Nel Luglio 2021 la sezione Ucfi di Milano ha partecipato all’Incontro UCFI del Nord Italia che si è tenuto come di consueto all’Abbazia di Maguzzano sul Lago di Garda nella quale hanno diretto i lavori il Presidente Nazionale Dott Piero Uroda e l’Assistente Ecclesiastico Nazionale Mons Don Marco Belladelli.
Nella S. Messa abbiamo ricordato i farmacisti che sono ritornati alla Casa del Padre per il Covid e poi si è fatto un giro di tavolo con le iniziative e le esperienze delle varie sezioni UCFI presenti.

A partire da autunno 2021 si è incominciato a trattare con l’aiuto di Don Dott Roberto Valeri la grande questione dell’antropologia relazionale. L’uomo radicato nella Trinità, che è in relazione, è esso stesso relazione. Un continuo divenire relazione nel finalismo che gli è proprio.

Siamo passati attraverso la riflessione sulla questione dell’eutanasia che chiude ogni relazione . Abbiamo riflettuto su un testo di don Gian Maria Comolli (Titolo: Eutanasia. Se la conosci la combatti. Dall’ideologia al reale. Ed Youcanprint) . Il testo pubblicato nel 2021 parte da una analisi di come è stata applicata la legge sull’Eutanasia in paesi quali Olanda, Belgio, Canada dove da molti anni è consentita la “dolce morte”. Prima la legalizzazione del suicidio assistito, poi dell’eutanasia per i casi più gravi, infine, con il trascorrere del tempo, “le maglie si sono allargate” e tutti i “paletti” sono saltati e ora in molti la esigono per ogni tipologia di malattia e disabilità, anche per i minori. Il testo prosegue con il ricostruire le fasi con cui si cerca di introdurre l’eutanasia anche in Italia. Legge 219/2017 “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”. Il caso DJ Fabo fino alla sentenza della Corte Costituzionale 242/2019 del 26.09.2019 che dichiara la non punibilità dell’aiuto al suicidio in presenza di determinate condizioni. Infine è possibile in futuro un Referendum sul tema dell’eutanasia. Ecco perché è importante capire bene il problema. Per poter dare una risposta appropriata al Referendum in questione qualora si dovesse concretizzare.

Poi siamo approdati alla relazione nella cura con la conferenza all’Ospedale di Vimercate del 23/02/2022 di cui si possono allegare i link ai due video di prima e seconda parte in You tube: Titolo Dialogare con la solitudine: l’uomo di fronte a se stesso nella fragilità. Relatori Dott Don Roberto Valeri teologo morale e Dott Roberto Caterini Chirurgo Ospedale di Vimercate.

Infine abbiamo visto i due testi allegati di Bellieni e Carboni sulla questione relazionale nel nascere.

Carlo Bellieni Se questo non è un uomo. Il feto: un nuovo membro della famiglia.

Giorgio Maria Carbone La fecondazione extracorporea ed Studio Domenicano.

E’ interessante descrivere la metodologia con la quale sono state condotte le ultime riunioni, cercando di coinvolgere un po’ tutti ad avere una parte attiva. Dopo una introduzione di carattere antropologica del Dott Don Roberto Valeri i farmacisti cattolici partecipanti a turno si sono offerti di studiare i vari argomenti e di presentarli al gruppo. Il metodo della tavola rotonda ci permette di interagire apportando ciascuno il proprio sapere e la propria esperienza sull’argomento. Inoltre tale metodo rende tutti i soggetti coinvolti attivi nel formulare un giudizio. La conclusione affidata poi all’esperto di turno aiuta a fare una sintesi della serata.

 

 

Il Post-Covid: eventi avversi tardivi

(a cura di Marco GARZONIO e Giorgio LAMBERTENGHI DELILIERS)

Le Fondazioni AMBROSIANEUM e MATARELLI
invitano all’incontro

Giovedì 11 Febbraio, 2021 – ore 17,30

introduce e coordina
Giorgio Lambertenghi Deliliers
Presidente Fondazione Matarelli, Milano

Quando il coronavirus attacca… 

Il cuore e i polmoni: Gianfranco Parati

Prof. Ord. di Medicina Cardiovascolare, Univ. di Milano-Bicocca
Direttore Scientifico dell’Istituto Auxologico Italiano, IRCCS, Milano

Il cervello: Vincenzo Silani

Prof. Ord. di Neurologia, Univ. di Milano
Direttore U.O. Neurologia-Stroke Unit e Laboratorio Neuroscienze
Istituto Auxologico Italiano, IRCCS, Milano

La mente: Cristina Toni

Psichiatra, CM Visconti di Modrone, Milano
Istituto di Scienze del Comportamento De Lisio, Pisa

Per le disposizioni antiCovid in vigore, l’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sul canale youtube (https://www.youtube.com/user/Ambrosianeum/featured)  e sulla pagina Facebook (https://www.facebook.com/FondazioneAmbrosianeum)

Alcune riflessioni sull’uso materiale biologico per la ricerca

In questi giorni si sta dibattendo a livello morale sulle ricerche e sperimentazioni derivanti dall’uso di tessuti fetali per la produzione di vaccini che servano a contrastare l’attuale pandemia da Covid-19. Anche la Congregazione per la Dottrina della Fede si è espressa con una nota il 21 dicembre 2020 “Nota sulla moralità dell’uso di alcuni vaccini anti-Covid-19

Già da tempo la riflessione morale si era espressa a livello di Magistero attorno alla questione della ricerca che utilizzi materiale biologico per arrivare a conseguire risultati importanti in campo medico.

E’ ad esempio il caso di un bel documento della Congregazione della Dottrina della Fede del 2008 Dignitas Personae  a firma del Cardinale Levada allora Prefetto della Congregazione.  Si annota in quel documento ai numeri 34-35:

  1. Per la ricerca scientifica e per la produzione di vaccini o di altri prodotti talora vengono utilizzate linee cellulari che sono il risultato di un intervento illecito contro la vita o l’integrità fisica dell’essere umano. La connessione con l’azione ingiusta può essere immediata o mediata, dato che si tratta generalmente di cellule che si riproducono facilmente e in abbondanza. Questo “materiale” talvolta viene commercializzato, talvolta è distribuito gratuitamente ai centri di ricerca da parte degli organismi statali che per legge hanno tale compito. Tutto ciò dà luogo a diversi problemi etici, in tema di cooperazione al male e di scandalo. Conviene pertanto enunciare i principi generali, a partire dai quali gli operatori di retta coscienza possono valutare e risolvere le situazioni in cui eventualmente potrebbero essere coinvolti nella loro attività professionale. 

    Occorre ricordare innanzitutto che la stessa valutazione morale dell’aborto «è da applicare anche alle recenti forme di intervento sugli embrioni umani che, pur mirando a scopi in sé legittimi, ne comportano inevitabilmente l’uccisione. È il caso della sperimentazione sugli embrioni, in crescente espansione nel campo della ricerca biomedica e legalmente ammessa in alcuni Stati… L’uso degli embrioni o dei feti umani come oggetto di sperimentazione costituisce un delitto nei riguardi della loro dignità di esseri umani, che hanno diritto al medesimo rispetto dovuto al bambino già nato e ad ogni persona» .Queste forme di sperimentazione costituiscono sempre un disordine morale grave.

  1. Una fattispecie diversa viene a configurarsi quando i ricercatori impiegano “materiale biologico” di origine illecita che è stato prodotto fuori dal loro centro di ricerca o che si trova in commercio. L’Istruzione Donum vitae ha formulato il principio generale che in questi casi deve essere osservato: «I cadaveri di embrioni o feti umani, volontariamente abortiti o non, devono essere rispettati come le spoglie degli altri esseri umani. In particolare non possono essere oggetto di mutilazioni o autopsie se la loro morte non è stata accertata e senza il consenso dei genitori o della madre. Inoltre va sempre fatta salva l’esigenza morale che non vi sia stata complicità alcuna con l’aborto volontario e che sia evitato il pericolo di scandalo.

Queste note riassumo al loro interno anche la rilfessione precedente della congregazione (Donum Vitae I,4) e del magistero pontificio di san Giovanni Paolo II (Evangelium Vitae 62-63) oltre alle riflessioni portate avanti dalla Pontificia Accademia per la Vita.

Il problema della sperimentazione è venuto a porsi in maniera più acuta in questi tempi per le denunce sul traffico dei feti abortiti, sia a fini industriali  per la produzione di cosmetici, sia come cessione di materiale da esperimento per la produzione di farmaci[1].

Le distinzioni più rilevanti da un punto di vista etico sono quelle riguardanti il fine degli interventi sul feto; il fine può essere di pura sperimentazione biologica, di sperimentazione terapeutica o con intenti terapeutici, a scopo di prelievo dei tessuti per la cura di altre persone malate. Inoltre, è ancora più rilevante, è la distinzione sulla condizione del feto; se vivo, viabile o non, o morto, morto per aborto spontaneo o per l’interruzione volontaria della gravidanza.

Per quanto riguarda i feti morti, la qual cosa va accertata, occorre certamente sottolineare la differenza fra feti da aborto spontaneo o volontario. Nel secondo caso, e ciò è risaputo dai ricercatori, una utilizzazione da parte di questi di per sé, di per sé potrebbe essere lecita quando non ci fosse nessuna connessione di accordi previ e di condivisione dell’aborto ed escluda qualsiasi giustificazione dell’aborto stesso. Anche se questa non connessione non è facile da sostenere: l’aborto viene spesso eseguito ad hoc e quindi alla fine dell’intervento il feto può essere ancora vivo anche se non viabile. Per di più si rischia di incoraggiare la pratica (ratio scandali) e anche in considerazione della necessità di richiedere il consenso alla madre.[2]

Nel caso di feti provenienti da aborti spontanei, oltre all’accertamento della morte, occorrerà il consenso dei genitori o della madre, dovrà essere escluse ogni forma di speculazione o anche di compenso di tipo commmerciale, ci dovrà essere un prevedibile vantaggio da tali ricerche sul paino umano, in vista dello studio della malattia.

Da parte della Chiesa Cattolica si può ricordare la “Proposta di impegno etico per i ricercatori in ambito biomedico” pubblicata al termine della IX Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita dedicata al tema “Etica della ricerca biomedica per una visione cristiana” (24-26 febbraio 2003) dove si riassumono i principali nodi etici da sottoscrivere tra cui si legge:

– Riconosco che la scienza e la tecnologia devono essere a servizio della persona umana, nel pieno rispetto della sua dignità e dei suoi diritti.

– Riconosco e rispetto ogni tipo di ricerca, e le sue applicazioni, che sia basato sul principio di “bontà morale”, riferito alla corretta visione della duplice dimensione corporale e spirituale dell’uomo.

– Riconosco che ad ogni essere umano, fin dal primo momento della sua esistenza (processo di fertilizzazione) e fino alla sua morte naturale, va garantito il rispetto pieno ed incondizionato che è dovuto ad ogni persona umana, a ragione della sua peculiare dignità.

Dott Don Roberto Valeri, teologo

 

 

[1] Ad esempio: R.Colombo, La vulnerabilità nella ricerca biomedica. Il caso dell’Ebrione umano, in Vial Correa-Sgreccia (a cura di), Etica della ricerca biomendica per una visione cristiana, Atti della nona Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita (Città del Vaticano, 24-26 febbraio 2003), pp. 217-244,  per una visione esaustiva: E.Sgreccia, Manuale di Bioetica, Vol.I Fondamenti di etica biomedica, Milano 20073, 797-802

[2] A.G. Spagnolo, L’inevitabile complicità nel trapianto di tessuti fetali da aborti volontari, in «L’Osservatore Romano», 28 gennaio 1995